Sul numero di aprile di Rumore (rivista dedita ai rock vari) è uscita un'intervistona ai Fratelli del Cielo, ad opera di Daniele Ferriero.
Dovete sapere però, che se l'avessero pubblicata per intero, avremmo occupato l'intera foliazione.
Siccome c'erano domande importanti e risposte ineludibili, pubblico la mia parte di intervista integrale.
Le domande di Daniele(in grassetto) sono matte e sbrindellate perché è una di quelle interviste dove viene pubblicata solo la risposta.
E ora mettetevi comodi:
Come tenebroso discutibile metodo d'appunto, sul tuo lavoro ho provveduto a segnarmi: "'Ratigher è l'atleta olimpionico vero, il narratore sottovalutato ma muscoloso, il segno del successo. Talmente grande che non vedi i bordi, non ti rendi conto, ci cadi dentro faccia in avanti". Insulti, sguaiate risate e minacce di morte a parte, dovessi auto-descriverti o criticarti fortemente (in materia di lavoro, tecnica o contenutistica ma anche in generale, se preferisci), quali pensi siano i tuoi punti di forza e debolezze congenite, quali i punti sui quali dovresti maggiormente lavorare per migliorarti e quale un obiettivo visionario che ti sei imposto o a cui tendi?
Il mio miglior pregio è l'assenza di un diffuso difetto. Sono privo d'orgoglio. Puoi dirmi che faccio dei fumetti brutti o, al contrario, elogiare le mie doti nella scrittura dei dialoghi; la cosa non mi tocca. Non faccio fumetti per migliorare me stesso, faccio fumetti per migliorare i fumetti. In realtà le critiche negative non mi lasciano indifferente, anzi, le ascolto e le cerco e poi le valuto. Quando colpiscono nel segno sono regali per i libri futuri, che spero saranno sempre meglio del precedente. l'obiettivo che mi pongo è di realizzare, prima o poi, uno di quei libri che metti nello zaino prima di imbarcarti per un'avventura.
Trama: sappi che ho provveduto a spacciarlo presso una serie di fortunati amici, come non avessi un domani e ne fossi diventato schiavo. Lo adoro, e negli ultimi anni, in materia di fumetto italiano, rimane forse il mio preferito (forse perché ora non riesco a pensarne altri ché ho la ram limitata). Ho addirittura accarezzato con un amico l'idea di proporti una versione in forma di cortometraggio che traducesse le tue cose con il linguaggio cinematografico e una location che vedesse nella pianura padana (in particolare la periferia milanese) la sua estensione, tra pseudo-paludi, campi e nebbia a perdita d'occhio, 'ndrangheta surreale, filiazioni da La casa delle finestre che ridono e via dicendo (forse te lo sto proponendo adesso). Comunque: quale la spinta per questo lavoro, l'idea o l'immagine iniziale, quali i paletti, limiti e risultati che ti eri prefisso? A distanza di tempo dalla pubblicazione quale risultato pensi di aver raggiunto, e sotto il profilo artistico e sotto quello economico e professionale? Hai in ballo progetti simili, dove per simili intendo full lenght, dove per full lenght vorrei evitare di utilizzare termini quali graphic novel – d'oh! - per farmi intendere? Cosa puoi dirmi a proposito di U.D.W.F.G?
Trama è stato il mio primo racconto lungo, come spesso capita per la prima prova, è un calderone di troppe influenze e necessità. Sovente mi capita di leggere o vedere qualcosa che mi ha acceso delle scintille per fare quel libro ma che col tempo mi sono dimenticato, c'era troppa roba dietro. Pochi giorni fa, ad esempio, ho visto in tv "Cruel intentions" e mi è rivenuto in mente quanto mi avesse spinto a raccontare di giovani ricchi e continua tensione sessuale. Trama, nonostante questo esubero di influenze, mi è uscito ordinato perché l'ho realizzato a trent'anni che, come dice Scozzari, è l'età minima necessaria per poter essere in grado di raccontare con una propria voce. Ho anche scoperto di aver rubato un disegno ad Alessandro Baronciani: a metà del libro c'è una bizzarra casa simile a dei gradoni discendenti; mi comparve nella testa un giorno, proprio come un fulmine nel buio della mente; e invece, due mesi fa, l'ho trovata riguardando un vecchio fumetto di Baronciani, identica a quel lampo di ispirazione. Per chiunque voglia leggere Trama, vi informo che è possibile scaricarlo gratis dal sito retinacomics.org
Il formato graphic novel, del racconto lungo per intenderci, è il mio preferito ed è quello su cui sto lavorando in questo periodo, probabilmente a giugno vedrà la luce il primo dei nuovi lavori. U.D.W.F.G. è invece una rivista internazionale semestrale, edita dalla Hollow Press, che serializzerà la mia prima serie d'avventura tout court, Five Mantles: lotta per la sopravvivenza ambientata in un mondo claustrofobico di labirinti e dungeon fantasy.
Galassia Superamici e Fratelli del Cielo: dov'eravate, dove volete andare?
Non credi che a tratti l'eccesso di ironia e umorismo abbia spinto per cedere in direzione opposta, impedendovi, soprattutto come gruppo, di incidere diversamente, e con più forza, sul panorama culturale italiano? In questo senso, per esempio, i lavori su XL non avrebbero potuto essere una degna piattaforma di lancio? Nei termini di permeabilità del mercato, cosa potrebbe sostituire XL? Cosa cambierà, comunque, con Fratelli del Cielo?
Non credi che a tratti l'eccesso di ironia e umorismo abbia spinto per cedere in direzione opposta, impedendovi, soprattutto come gruppo, di incidere diversamente, e con più forza, sul panorama culturale italiano? In questo senso, per esempio, i lavori su XL non avrebbero potuto essere una degna piattaforma di lancio? Nei termini di permeabilità del mercato, cosa potrebbe sostituire XL? Cosa cambierà, comunque, con Fratelli del Cielo?
